Nel paese delle creature selvagge

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Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Maurice Sendak. Come accade spesso alla maggior parte dei bambini di 10 anni, anche Max si sente lontano dalla sua famiglia che pare non capirlo, la figura paterna è assente, e dopo l’ennesima lite con la madre decide di rifugiarsi (per magia) nel Paese delle Creature Selvagge; circondato dunque da strani esseri che, come lui, hanno bisogno di qualcuno che li accudisca, Max si sente a casa. Diventa il capo branco, lo spirito guida del gruppo.

Non siate superficiali, questo non è un semplice film per bamini, il regista Spike Jonze prende tra le mani un soggetto forse banale, ma sa modificarlo in modo tale da crearne un piccolo capolavoro. “Il Paese delle Creature Selvagge”, che può vantare come produttore Mister Tom Hanks, racconta le difficoltà che popolano il mondo dell’infanzia, sfruttando una colonna sonora perfetta.
Le creature selvagge sono create nel migliore dei modi, sono espressive, portatori “sani” di amore, invidia, gelosia…sentimenti che noi “umani” dovremmo conoscere fin troppo bene! Non vi è diversità tra animali ed esseri umani, vi è un’unica comunità con la quale si tenta di interagire malgrado diversità inevitabili, ma non così allarmanti. Magico!

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Capitalism: A Love Story

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Questa volta, con questo film, Michael Moore (Bowling a Colombine, Sicko e l’ultimo Fahrenheit 9/11) torna non solo per presentare un qualsiasi documentario nel suo stile, ovvero con tanto di inchiesta, ma vuole davvero raccontare una storia di sentimento…un pò a richiamare il titolo stesso.
Traendo spunto e iniziando proprio dall’antica Roma, inizia un percorso che racconta di amore e denaro, passando ovviamente per la corruzione; si evince a breve che il “Capitalismo” (nato dalla crisi economica) è per il regista il più grande male della Storia dell’umanità.
Milioni di persone senza lavoro, senza casa, scioperi continui dove migliaia di persone chiedono un diritto mai riconosciuto, rischiando così di ritrovarsi (ritrovarCi) senza un futuro.

A parte Fahrenheit 9/11, che personalmente ho amato per quanto schietto e tagliente, Capitalism: A love story è arrivato ancora più lontano; Moore conosce il problema e riesce a raggiungerlo catturando lo spettatore che inconsciamente non vive più la condizione come un problema, forse fino alla fine del film, quando, una volta usciti dal cinema, tutti ci rendiamo conto di come sia terribilmente reale…la nostra realtà d’oggi giorno. Il tema è chiaramente molto complesso e non viene solo raccontato, ma si scava in profondità per cogliere i motivi reali della crisi mondiale.
Non mancano le solite “citazioni” per Bush, vi sono i nomi di coloro che hanno fregato l’amministazione pubblica e Obama viene nuovamente elogiato come lo “Zorro della nostra epoca”. E per concludere vi dico una sola cifra: 14mila posti di lavoro persi ogni giorno che passa!

Julie & Julia

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La storia racconta di Julie Powell (Amy Adams) una donna di trent’anni che vive nel bel mezzo della sua noiosa quotidianità, impiegata statale che vuole dare una svolta alla sua vita: il suo obiettivo consiste nel cucinare nell’arco di un anno tutte le 524 ricette contenute nel libro di cucina di Julia Child (Meryl Streep), famosa scrittrice di libri di cucina e cuoca americana partita per la Francia. Nel cast c’è anche il divertente Stanley Tucci.
Due vite, due donne che vivono in epoche diverse ma che sono collegate dalla cucina, unico legame per tutto il film, tra l’altro le due attrici hanno già lavorato insieme nel film “Il Dubbio”.

E’ tornata la mia amatissima Meryl Streep, donna incredibile e attrice irraggiungibile: 2 Oscar e 15 nomination sono ancora troppo poche per spiegare l’estro di questa donna! La Streep e Tucci, che interpreta Paul Child, il marito hanno un feeling perfetto e creano alla perfezione il ritratto di un matrimonio non convenzionale. Eccellente l’interpretazione di Meryl, pronta ad interpretare una donna di ben 20 anni più giovane di lei; segue ogni dettaglio, raggiunge e da vita al personaggio stesso, e questo non vuol dire solo entrare nella parte.
La stessa Meryl sarà a Roma per presentare il suo nuovo film “Julie & Julia” (tratto dall’omonimo romanzo di Julie Powell), con la regia di Nora Eprhon, e per ricevere il Marc’Aurelio alla carriera. C’è già chi le ha fatto notare che con questo film potrebbe arrivare la nuova nomination agli oscar!

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Bruno

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Sono trascorsi già tre anni dal momento in cui abbiamo potuto conoscere l’irriverente Borat (il cui titolo completo comprendeva anche “Studio Culturale Sull’America A Beneficio Della Gloriosa Nazione Del Kazakistan”), il film indipendente creato con pochissimi fondi che è poi diventato un tormentone internazionale grazie alla comicità di Sacha Baron Cohen. Sì, proprio lui. Attenti perchè Sacha è tornato tra noi.

La nuova commedia, diretta da Larry Charles, si presenta con un fanatico modaiolo gay, giornalista, convinto che la parola “fashion” possa essere pronunciata ogni 10secondi, perchè del resto tutto ciò che ci circonda è fashion! Il suo tentativo è quello di conquistare il mondo e cercare persone che, come lui, sono altrettanto fanatiche di moda affinchè lui possa diventare la più grande celebrità Austriaca sin dalla comparsa di Hitler.

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