The Hole (3D)

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L’idea regista é molto chiara: si vuole raggiungere il centro delle paure e dei segreti che caratterizzano l’animo umano, e in questo caso il regista Joe Dante vi riesce nel migliore dei modi, sfruttando anche l’aiuto delle nuove tecnologie, una su tutte é il 3D.
Il film ci mostra i fratelli Dane (Chris Massoglia) e Lucas (Nathan Gamble) pronti a scoprire, con l’aiuto della loro vicina, una grande voragine proprio nel seminterrato della loro abitazione, un grande buco destinato a liberare forze malefiche capaci di materializzare le loro peggiori paure.

Il regista, che firmò “Small soldiers”, decide di utilizzare i suoi 90 minuti di pellicola per raccontare una storia piena di omaggi e citazioni a grandi film (vi basterà vedere il diabolico pupazzo clown).
Il film nel suo totale risulta essere davvero ben costruito, con un riuscito mix tra orrore e intrattenimento per lo spettatore accompagnato e poi catapultato in un viaggio caratterizzato da mostri e tanta e tanta fantasia.
La verità però é che viene da chiedersi per quale motivo si voglia puntare sul 3D se poi ci si limita ad usarlo in pochissimi momenti del film, momenti spesso valutabili come inutili.

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Jennifer’s Body

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Jennifer è una comunissima studentessa, bè non troppo comune…è la più bella della scuola. Tratta in inganno durante una serata in cui si esibiscono un gruppo di musicisti underground, la povera Jennifer diventa vittima di un rito satanico ed inizierà a vagare con un solo obbiettivo di vita: sedurre più ragazzi possibili per poi nutrirsi del loro sangue.
Nessuno sospetta di lei, tranne la sua fidatissima amica Needy, che la scopre nella sua casa completamente ricoperta di sangue.

A quanto pare, sulla scia del successo di “Twilight” arriva “Jennifer’s Body” pronto per dar merito alla versione femminile dei vampiri, anche se in realtà vampiro non è. Il film è un po’ improntato sul potere femminile: la sceneggiatrice è una donna, Diablo Cody, la regista è donna, Karym Kusama, e le due protagoniste (che si esibiscono anche in una scena lesbo) sono donne, Megan Fox e Amanda Seyfreid.
Ma il film è prettamente improntato per essere visto da un pubblico maschile, vista l’attrazione principale, il corpo di Megan e quindi di Jennifer!
Il film è ben fatto, anche se non può di certo essere considerato un horror, anzi! Il punto debole è la sceneggiatura, un po’ vuota e non completa, basti pensare al rapporto delle due amiche che non viene mai realmente approfondito. Purtroppo il film delude parecchio e ci lascia con l’amaro in bocca.

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Triage

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Mark e David sono due fotoreporter che lavorano nel Kurdistan in guerra; il primo è molto ambizioso e vuole in tutti i modi seguire i combattimenti, il secondo molla tutto per tornare a casa dalla compagna. Una volta rimasto ferito, anche Mark farà ritorno nella sua Irlanda e verrà a conoscenza di una tragica notizia: David è scomparso, smarrito.
Mark è tormentato dalle sue paure, dai giorni vissuti in guerra ed è incapace di tornare a vivere la sua quotidianità con Elena; ‘idea di avere una qualche responsabilità sul mancato ritorno del partner, gli impedisce di camminare. L’uomo viene portato in ospedale e gli scoprono una paralisi causata da un problema psicologico dettato da quanto successo a David, un qualcosa che lui non vuol ricordare.

“Triage”
è stato il film di apertura del Festival del cinema di Roma. Danis Tanovic è sia regista che sceneggiatore, lui che nel 2002 vinse l’Oscar per il lungometraggio “No man’s land”. Le intenzioni del film “Triage” sono ottime, anche se il film risulta statico, didascalico. Forse non funziona troppo la scelta di non dire e mostrare una parte fondamentale dell’esperienza vissuta dal protagonista, che si spiega solo alla fine con un flashback.
Bravissimo Colin Farrell terribilmente smagrito per il film, ma purtroppo manca qualcosa.

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New Moon

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E’ appena trascorso un anno dal successo di “Twilight” (datato 2008) di Catherine Hardwicke, un film per teenagers con spunti un po’ vampireschi che narrava la storia d’amore tra la mortale Bella Swan (Kristen Stewart) e il vampiro Edward Cullen (Robert Pattinson). Tratto dal bestseller di Stephanie Meyer, ricorderete di certo che le strade dei due innamorati si divisero dopo il diciottesimo compleanno di lei, quando il ragazzo decise di andarsene nel disperato tentativo di proteggerla. Insomma un moderno Romeo&Giulietta, forme meno tragico.

In questo sequel si punta molto di più a dare spazio al vero e proprio mondo dei giovani: troviamo Bella desiderosa di avvicinarsi sempre più ad Edward, trovandosi pronta a tutto pur di riuscirvi. Entra in scena anche Jacob Black (Taylor Lautner), membro della misteriosa tribù dei Quileute e suo amico d’infanzia.
Il film si rivolge ad un pubblico giovane femminile, e lo si capisce in fretta, tra un belloccio e l’altro che si alternano sullo schermo, a volte anche a torso nudo.
Il film attualmente è in proiezione in 750sale e oltre a battere record su record, in realtà non ha molto da dire; dura troppo, o meglio i 130minuti comuni risultano troppi quando si ha poco da dire, o lo si dice malamente.
E ora inizia l’attesa per “The Twilight saga: Eclipse”.

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