Genitori & Figli - Agitare bene prima dell’uso

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Giovanni Veronesi torna al cinema e questa volta ci propone un tipo di storia decisamente diverso rispetto a quanto ci ha abituato: Albero (Michele Placido) é un professore d’italiano che dopo aver superato una furibonda lite con il figlio Gigio (interpretato dal figlio di Ornella Muti, Andrea Fachinetti), decide di chiedere alla sua classe di scrivere un tema che tratti della famiglia.
La storia di “Genitori & Figli - Agitare bene prima dell’uso” inizia così, poi ci accompagna nel mondo di Nina (Chiara Passarelli), pronta a raccontare di mamma e papà, coppia separata con i nomi di Luisa e Gianni, (la frizzante Luciana Littizzetto e Silvio Orlando) e del fratellino, colpito dal razzismo nonostante la sua giovane età.

E così il regista italiano dopo le sue precedenti prove in “Manuale d’amore 1 e 2″ e “Italians” decide di parlare di adulti e adolescenti, di famiglia, di un confronto particolarmente vivo e sempre particolare.
Questa commedia vuol proprio andare ad analizzare la nostra società con i suoi punti forti e deboli e lo fa con un’altra ottica e tutt’altro stile rispetto a quanto si cimenta a presentare da tempo Federico Moccia.
Ottimo il cast, dove appaiono anche Elena Sofia Ricci, Emanuele Propizio, Sergio Rubini, Valeria Solarino e Gianna Nannini pronta ad interpretare sé stessa.
Bellissima la colonna sonora che si affida sì alla Nannini, ma anche all’amatissima inglesina Lily Allen.

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Il Leone d’oro alla carriera per John Woo

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John Woo è “un cineasta che negli ultimi decenni, con la sua rivoluzionaria concezione della messa in scena e del montaggio, ha rinnovato dalle fondamenta, portandolo alla più estrema stilizzazione, il film d’azione, tanto in Asia che a Hollywood”.
Questa è la motivazione rilasciata dalla Cda della Biennale di Venezia, che annuncia la notizia della consegna del prestigioso riconoscimento del Leone d’oro durante la prossima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che sarà la 67°.
Venezia 2010 sarà quindi all’insegna del clima orientale, visto che il Leono d’oro alla carriera sarà assegnato al regista e produttore John Woo, considerato tra i maggiori innovatori del cinema.

“Nei suoi capolavori gangsteristici e bellici Woo ha saputo trasfigurare il movimento iperbolico e la violenza esasperata, attraverso un’originalissima carica poetica e romantica, sostenuta da una tensione figurativa quanto mai personale ed energica, vicina all’allucinazione surreale. L’inconfondibile cinema di Woo mescola i generi e unisce il rispetto di valori classici, come l’amicizia virile e l’onore, ai ritmi vertiginosi e alle coreografie tipiche delle arti marziali”.
Su di lui c’è molto da dire, ha iniziato a soli 23 anni facendo l’aiuto regista, fino ad arrivare agli anni 70′ quando diresse i primi lungometraggi collaborando anche con Jackie Chan.
Lui da sempre riesce ad incantare critica e pubblico, riuscendo a creare spettacolo e azione.
Tra i suoi film meglio riusciti ricordiamo “A Better Tomorrow I e II” (1986, 1987), “The Killer” (1989), “Bullet in the head” (1990) “Once a thief” (1991); poi ad Hollywood ha incantato tutti con “Face/Off” (1997), “Mission Impossible 2” (2000).

La Principessa e il Ranocchio

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E’ viziata e famosa, si chiama Charlotte ed il suo unico desiderio è quello di sposare l’irresponsabile principe Naveen, il quale per colpa di un incantesimo finirà per diventare un ranocchio.
Questa è la storia che hanno voluto sviluppare i signori Ron Clements e John Musker, che forse non vi diranno molto per i loro nomi, ma sono stati gli autori di “Aladdin” (1992) e “Il pianeta del tesoro” (2002).
I due, partendo dall’idea de “Il principe e il ranocchio” dei fratelli Grimm, hanno voluto dar vita a questa storia, dove si parla di amicizia, grazie al personaggio di Tiana, migliore amica di Charlotte che, verrà trasformata anche lei a sua volta in una rana.

Mentre i due sono quindi costretti a vivere in una palude, incontreranno una divertente lucciola di nome Ray e Louis un coccodrillo amante del jazz.
Un film d’animazione che tratta l’amicizia attraverso il legame tra Tiana e Charlotte, un po’ di sano buonismo e l’importanza di accettare tutti i pregi e difetti dell’altro.

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Io e Marilyn

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Come ogni periodo di Natale che si rispetti iniziano ad essere proiettati al cinema i film “cine-panettone”, generalmente commedie all’italiana insomma.
In questo film Gualtiero Marchesi (Leonardo Pieraccioni) organizza un’improbabile seduta spiritica con gli amici gay, invocando lo spirito di Marilyn Monroe (Suzie Kennedy), che da quel momento lo seguirà ovunque vada.
Dopo essersi abituato alla sua presenza si fa aiutare nel tentativo di riconquistare l’affetto della ex-moglie (Barbara Tabita) e della figlia 15enne, entrambe residenti ora con il compagno della madre (Biagio Izzo).

Pieraccioni è da anni il miglior esponente dei film che si trovano al cinema, la sua è una commedia che sa far ridere e che si contrappone ad una lieve aria malinconica.
“Io & Marilyn” è una pellicola ci porta davanti alle riflessioni sulla realtà che ci circonda. E oltre ai soliti volti che accompagnano Pieraccioni, Ceccherini e Papaleo, quest’anno abbiamo delle novità, come Biagio Izzo e Luca Laurenti, che s’innestano perfettamente in una realtà ben collaudata
E se non siete amanti del cine-panettone, correte a vedere questo film che è di certo il meglio riuscito.

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