Houdini – L’ultimo mago

Harry Houdini non è mai stato un uomo qualsiasi, fu uno dei più importanti dello spettacolo d’inizio ventesimo secolo. Non ha nulla a che fare con le classiche icone del giorno d’oggi. Grande merito va alla sua ineguagliata abilità Â nel fuggire da qualsiasi costrizione fisica, lui che era prima di tutto immigrato da Budapest, in cerca di ricchezza e popolarità Â negli Stati Uniti; il classico “american dream” di tante persone con le radici oltreoceano che lo hanno preso come un esempio.
Houdini – l’ultimo mago prende in considerazione un aspetto piuttosto intimo del suo percorso: quello di non aver saputo dar peso alle ultime parole che la madre gli disse prima della sua stessa morte. A questo punto Harry Houdini (Guy Pearce) decide di offrire un premio di 10,000 dollari a chiunque possa metterlo in contatto con la madre dall’oltretomba. L’incontro con una donna (Catherine Zeta-Jones) e sua figlia, “accusate” di possedere poteri paranormali, diventa per lui l’occasione per riprendere possesso della sua vita, dei suoi piaceri, delle sue emozioni e dell’amore.
Il film dell’australiana Gillian Armstrong si dedica più all’aspetto personale della sua storia; la vicenda intima del protagonista segue uno sviluppo narrativo piuttosto convenzionale, un mix standard tra dramma personale e amore impossibile.
Forse l’intento non è riuscito nel migliore dei modi, alla fine il film resta fin troppo anonimo, nonostante la stessa regista si attendesse di suscitare emozioni e significati importanti.


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