Archive for Dicembre, 2009

Il Leone d’oro alla carriera per John Woo

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John Woo è “un cineasta che negli ultimi decenni, con la sua rivoluzionaria concezione della messa in scena e del montaggio, ha rinnovato dalle fondamenta, portandolo alla più estrema stilizzazione, il film d’azione, tanto in Asia che a Hollywood”.
Questa è la motivazione rilasciata dalla Cda della Biennale di Venezia, che annuncia la notizia della consegna del prestigioso riconoscimento del Leone d’oro durante la prossima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che sarà la 67°.
Venezia 2010 sarà quindi all’insegna del clima orientale, visto che il Leono d’oro alla carriera sarà assegnato al regista e produttore John Woo, considerato tra i maggiori innovatori del cinema.

“Nei suoi capolavori gangsteristici e bellici Woo ha saputo trasfigurare il movimento iperbolico e la violenza esasperata, attraverso un’originalissima carica poetica e romantica, sostenuta da una tensione figurativa quanto mai personale ed energica, vicina all’allucinazione surreale. L’inconfondibile cinema di Woo mescola i generi e unisce il rispetto di valori classici, come l’amicizia virile e l’onore, ai ritmi vertiginosi e alle coreografie tipiche delle arti marziali”.
Su di lui c’è molto da dire, ha iniziato a soli 23 anni facendo l’aiuto regista, fino ad arrivare agli anni 70′ quando diresse i primi lungometraggi collaborando anche con Jackie Chan.
Lui da sempre riesce ad incantare critica e pubblico, riuscendo a creare spettacolo e azione.
Tra i suoi film meglio riusciti ricordiamo “A Better Tomorrow I e II” (1986, 1987), “The Killer” (1989), “Bullet in the head” (1990) “Once a thief” (1991); poi ad Hollywood ha incantato tutti con “Face/Off” (1997), “Mission Impossible 2” (2000).

La Principessa e il Ranocchio

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E’ viziata e famosa, si chiama Charlotte ed il suo unico desiderio è quello di sposare l’irresponsabile principe Naveen, il quale per colpa di un incantesimo finirà per diventare un ranocchio.
Questa è la storia che hanno voluto sviluppare i signori Ron Clements e John Musker, che forse non vi diranno molto per i loro nomi, ma sono stati gli autori di “Aladdin” (1992) e “Il pianeta del tesoro” (2002).
I due, partendo dall’idea de “Il principe e il ranocchio” dei fratelli Grimm, hanno voluto dar vita a questa storia, dove si parla di amicizia, grazie al personaggio di Tiana, migliore amica di Charlotte che, verrà trasformata anche lei a sua volta in una rana.

Mentre i due sono quindi costretti a vivere in una palude, incontreranno una divertente lucciola di nome Ray e Louis un coccodrillo amante del jazz.
Un film d’animazione che tratta l’amicizia attraverso il legame tra Tiana e Charlotte, un po’ di sano buonismo e l’importanza di accettare tutti i pregi e difetti dell’altro.

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Io e Marilyn

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Come ogni periodo di Natale che si rispetti iniziano ad essere proiettati al cinema i film “cine-panettone”, generalmente commedie all’italiana insomma.
In questo film Gualtiero Marchesi (Leonardo Pieraccioni) organizza un’improbabile seduta spiritica con gli amici gay, invocando lo spirito di Marilyn Monroe (Suzie Kennedy), che da quel momento lo seguirà ovunque vada.
Dopo essersi abituato alla sua presenza si fa aiutare nel tentativo di riconquistare l’affetto della ex-moglie (Barbara Tabita) e della figlia 15enne, entrambe residenti ora con il compagno della madre (Biagio Izzo).

Pieraccioni è da anni il miglior esponente dei film che si trovano al cinema, la sua è una commedia che sa far ridere e che si contrappone ad una lieve aria malinconica.
“Io & Marilyn” è una pellicola ci porta davanti alle riflessioni sulla realtà che ci circonda. E oltre ai soliti volti che accompagnano Pieraccioni, Ceccherini e Papaleo, quest’anno abbiamo delle novità, come Biagio Izzo e Luca Laurenti, che s’innestano perfettamente in una realtà ben collaudata
E se non siete amanti del cine-panettone, correte a vedere questo film che è di certo il meglio riuscito.

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Jennifer’s Body

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Jennifer è una comunissima studentessa, bè non troppo comune…è la più bella della scuola. Tratta in inganno durante una serata in cui si esibiscono un gruppo di musicisti underground, la povera Jennifer diventa vittima di un rito satanico ed inizierà a vagare con un solo obbiettivo di vita: sedurre più ragazzi possibili per poi nutrirsi del loro sangue.
Nessuno sospetta di lei, tranne la sua fidatissima amica Needy, che la scopre nella sua casa completamente ricoperta di sangue.

A quanto pare, sulla scia del successo di “Twilight” arriva “Jennifer’s Body” pronto per dar merito alla versione femminile dei vampiri, anche se in realtà vampiro non è. Il film è un po’ improntato sul potere femminile: la sceneggiatrice è una donna, Diablo Cody, la regista è donna, Karym Kusama, e le due protagoniste (che si esibiscono anche in una scena lesbo) sono donne, Megan Fox e Amanda Seyfreid.
Ma il film è prettamente improntato per essere visto da un pubblico maschile, vista l’attrazione principale, il corpo di Megan e quindi di Jennifer!
Il film è ben fatto, anche se non può di certo essere considerato un horror, anzi! Il punto debole è la sceneggiatura, un po’ vuota e non completa, basti pensare al rapporto delle due amiche che non viene mai realmente approfondito. Purtroppo il film delude parecchio e ci lascia con l’amaro in bocca.

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