Archive for Novembre, 2009

New Moon

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E’ appena trascorso un anno dal successo di “Twilight” (datato 2008) di Catherine Hardwicke, un film per teenagers con spunti un po’ vampireschi che narrava la storia d’amore tra la mortale Bella Swan (Kristen Stewart) e il vampiro Edward Cullen (Robert Pattinson). Tratto dal bestseller di Stephanie Meyer, ricorderete di certo che le strade dei due innamorati si divisero dopo il diciottesimo compleanno di lei, quando il ragazzo decise di andarsene nel disperato tentativo di proteggerla. Insomma un moderno Romeo&Giulietta, forme meno tragico.

In questo sequel si punta molto di più a dare spazio al vero e proprio mondo dei giovani: troviamo Bella desiderosa di avvicinarsi sempre più ad Edward, trovandosi pronta a tutto pur di riuscirvi. Entra in scena anche Jacob Black (Taylor Lautner), membro della misteriosa tribù dei Quileute e suo amico d’infanzia.
Il film si rivolge ad un pubblico giovane femminile, e lo si capisce in fretta, tra un belloccio e l’altro che si alternano sullo schermo, a volte anche a torso nudo.
Il film attualmente è in proiezione in 750sale e oltre a battere record su record, in realtà non ha molto da dire; dura troppo, o meglio i 130minuti comuni risultano troppi quando si ha poco da dire, o lo si dice malamente.
E ora inizia l’attesa per “The Twilight saga: Eclipse”.

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Gli abbracci spezzati

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Un terribile incidente di macchina, durante il quale ha perso la vista e la donna della sua vita; quattordici anni dopo, questo uomo, Mateo Blanco si sente morto in quell’incidente con la donna che amava, ecco perchè usa un doppio nome: Harry Caine è lo pseudonimo con il quale firma i suoi lavori letterari, i racconti e le sceneggiature.
Harry Caine vive grazie alle sceneggiature che scrive e soprattutto per merito della sua fedele direttrice di produzione di un tempo, Judit Garcia, e di Diego, il figlio di lei, segretario, dattilografo e guida per ciechi. Harry conduce un’esistenza normale, finché un giorno si trova a dover raccontare gli eventi di quel passato rimosso.

Pedro Almodóvar ritorna con la sua musa Penélope Cruz, il film nasce da un’idea del regista spagnolo in un periodo di forti emicranie. Almodóvar segue qui il percorso del protagonista, un non vedente che si affida ai ricordi per ricostruire il puzzle del suo passato. Il regista assume un ottica malinconica, più forte che mai, con un omaggio continuo al cinema e ai suoi protagonisti, con citazioni un po’ ovunque (da Roberto Rossellini ad Alfred Hitchcock).

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Nemico Pubblico

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John Dillinger è semplicemente il più famoso rapinatore di banche negli anni della Grande Depressione: la scelta del regista Michael Mann è quella di evitare ogni passaggio frivolo a favore di una storia reale, che racconta aneddoti reali della vita di questo che rappresenta un vero e proprio Robin Hood. Lui, che durante le sue rapine dava fuoco ai registri dove venivano annotati i nomi di ogni debitore, è così un uomo freddo, amante del lusso e devoto alle persone importanti della sua vita.

Il film inizia senza che lo spettatore possa conoscere particolari degli inizi di John, ci troviamo già con lui, al suo fianco mentre si diverte ad essere un criminale; tutto ciò che è extra e che appartiene alla sua vita, viene raccontato dalla sua fidanzata Evelyne.
Il registra sfrutta al meglio ogni inquadratura per permetterci di entrare nella mente dei personaggi e capire la loro psicologia; parallelamente è ottimo il lavoro degli attori con un Deep bravo, un Christian Bale ancora migliore.
Nonostante un buon individualismo generale, il risultato finale del film non è sufficiente per considerarlo un capolavoro di genere, forse troppa troppa e ancora troppa la freddezza con cui si svolge la storia.
Resta comunque un ottimo film, piacevole e appassionante!

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Alza la testa

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Il film racconta la storia di Mero, un operaio e padre single; al suo fianco c’è Lorenzo, il figlio nato da una relazione con una ragazza albanese, diventato chiaramente la sua vera e unica ragione di vita. Il sogno dell’uomo è vedere il proprio figlio diventare un campione di boxe, in modo tale da far vivere in lui il suo desiderio infranto. Lorenzo si allena duramente, fino a quando torna Denisa, la madre e soprattutto fino a quando incontra la giovane Ana.

Alza la Testa nasce sotto la regia di Alessandro Angelini, e per merito di Sergio Castellitto che offre il suo talento per dar vita ad un personaggio duro, un uomo distrutto e allo sbando; il film mette in risalto il rapporto padre/figlio, un padre quasi troppo ossessionato dal suo desiderio che cerca di porta avanti attraverso il figlio.
Premiato al Festival Internazionale del film di Roma con il Premio Marc’Aurelio d’Argento della Giuria al migliore attore per Sergio Castellitto, arriva finalmente nelle sale. Il problema del film si nasconde in una narrazione spezzata a metà: la prima parte della pellicola è emozionante e toccante, mentre la seconda è surreale, quasi fastidiosamente finta.
La trama subisce un “colpo di scena”, ma la sceneggiatura non permette poi di riprendersi e il film scivola via minuto dopo minuto, fino all’atteso finale!

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