Archive for Settembre, 2009

Un amore all’improvviso

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Lui, Henry (Eric Bana) è un bibliotecario di Chicago con un particolare problema: a causa di un particolare gene, nel momento che é attanagliato dallo stress, viaggia nel tempo senza che lui possa opporsi. Tale particolarità gli permette di conosce la sua futura moglie ancora bambina e sua figlia quando lui sarà già morto. Viaggiando tra le diverse epoche rischia di dover rinunciare ad una storia d’amore con la stessa Clare (Rachel McAdams), la ragazza di cui é innamorato pazzo.

“Un Amore all’improvviso” è un film di fantascienza determinato da un’anomalia genetica di Henry. La storia d’amore tra i due, unica nota romantica del film, viene però raccontata in modo banale, troppo veloce, senza la minima introspezione psicologica, né una minima evoluzione dei personaggi. Anche la particolarità dell’uomo, l’elemento che permette al film di essere considerato fantastico, non viene altrettanto sviluppato e questa anomalia rimane incontrallata ed incomprensibile per tutto il film. E la stessa pellicola è incomprensibile: qual’è il fine? Quali sono i mezzi che vogliono portare ad esso? E soprattutto quale messaggio vuole lanciare un film del genere? Non si capisce neppure il perchè il regista abbia voluto mescolare due generi così opposti in maniera così approssimativa.

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Bastardi senza gloria

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Il film è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, territorio francese, dove un gruppo di ebrei, guidati dal tenente Aldo Raine (Brad Pitt) si trovano in missione: devono distruggere (nel vero senso della parola) i nazisti. Parallelamente, una giovane donna ebrea (Mélanie Laurent) si trova davanti al massacro dell’intera famiglia per mano dal colonnello Hans Landa (Christoph Waltz), il “cacciatore di ebrei”. La ragazza riesce però a fuggire ed una volta arrivata a Parigi, sotto falsa identità, si troverà a gestire un cinema che diverrà il centro di una congiura.

I “Bastardi senza gloria” (film che vuole essere un omaggio di “Quel maledetto treno blindato” di Enzo G. Castellari) hanno diviso un pò tutti: o è un film colossale, oppure una semplice e banale bufala. Il film è un mix di generi, alla Kill Bill (uno dei miei film preferiti), del resto la regia è di quel fenomenale genio che è Tarantino con i suoi continui omaggi cinefili, i suoi dialoghi lunghissimi e quel suo tocco un pò pulp.

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La ragazza che giocava con il fuoco

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In “Uomini che odiano le donne”, come spiegato qualche mese fa, la trama raccontava di un uomo e una donna in cerca dei colpevoli per una serie di omicidi di giovani ragazze. In questo “sequel” ritroviamo Lisbeth alla caccia da sola; “La Ragazza che giocava con il fuoco” è l’omonimo titolo tratto dalla trilogia di romanzi “Millennium” di Stieg Larsson, maggiore fenomeno editoriale europeo del 2008.
Questa donna (che deve scagionarsi da un’accusa di triplice omicidio) è turbata da incubi di violenze subite e restituite nel suo lavoro di indagini; è meno esperta, ma si è sviluppata diventando una macchina da combattimento che tiene ancora in pugno il suo ex assistente sociale/stupratore.

Il film narra la terribile infanzia di abusi familiari della nostra protagonista, è una macchina indistruttibile, capace di prendersi pallottole in corpo, venir seppellita in una buca la notte e risorgere alle luci dell’alba. La scenografia mobile e articolata tra città e campi, il tutto privi di riferimenti fissi.

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Baarìa

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Una famiglia siciliana, una storia, una vita divertente e malinconica raccontata attraverso tre generazioni: nonno, padre e figlio. Amori, sogni e le delusioni di un’intera comunità degli anni trenta del secolo scorso nella provincia di Palermo; anni del fascismo, nelle stagioni della fame e della seconda guerra mondiale!

Il film dell’acclamato regista Giuseppe Tornatore, ha aperto quest’anno la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia; Tornatore parla della sua Sicilia e in particolare della sua città natale “Baarìa” (nome siciliano di Bagheria, cittadina della provincia di Palermo). Visto il tipo di struttura narrativa (il presente diventa futuro e il futuro diventa passato), il film ha saputo immediatamente dividere pubblico e critica. “Baarìa” è un piccolo mondo fatto di speranze, sogni ed ideali; è la vita stessa con la sua bellezza e la sua bruttezza rappresentata dal regista. La ricostruzione storica è perfetta e altrettanto ben riuscita è la trasformazione della città e dei suoi abitanti: riviviamo un secolo di storia italiana, le due Guerre Mondiali, le emozioni e la vita di quegli uomini e quelle donne. Gli argomenti trattati sono davvero tanti e niente passa in secondo piano, grazie anche ad una sceneggiatura giusta e mai eccessiva; forse il film è un pò lento, ma il risultato finale è molto buono. Coraggiosa l’idea del regista di affidare a due esordienti i ruoli da protagonisti. Il resto del cast conta grandi nomi della tv: Salvo Ficarra, Nino Frassica, Leo Gullotta, Monica Bellucci, Raoul Bova, Vincenzo Salemme, Beppe Fiorello, Luigi Lo Cascio, Valentino Picone, Michele Placido.

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