Un amore all’improvviso

Lui, Henry (Eric Bana) è un bibliotecario di Chicago con un particolare problema: a causa di un particolare gene, nel momento che è attanagliato dallo stress, viaggia nel tempo senza che lui possa opporsi. Tale particolarità  gli permette di conosce la sua futura moglie ancora bambina e sua figlia quando lui saà  già  morto. Viaggiando tra le diverse epoche rischia di dover rinunciare ad una storia d’amore con la stessa Clare (Rachel McAdams), la ragazza di cui è innamorato pazzo.
“Un Amore all’improvviso” è un film di fantascienza determinato da un’anomalia genetica di Henry. La storia d’amore tra i due, unica nota romantica del film, viene però raccontata in modo banale, troppo veloce, senza la minima introspezione psicologica, nè una minima evoluzione dei personaggi. Anche la particolarità Â dell’uomo, l’elemento che permette al film di essere considerato fantastico, non viene altrettanto sviluppato e questa anomalia rimane incontrallata ed incomprensibile per tutto il film. E la stessa pellicola è incomprensibile: qual’è il fine? Quali sono i mezzi che vogliono portare ad esso? E soprattutto quale messaggio vuole lanciare un film del genere? Non si capisce neppure il perchè il regista abbia voluto mescolare due generi così opposti in maniera così approssimativa.

