Archive for Agosto, 2009

I Love You, Man

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Meglio seguire il proprio amore o l’amicizia? Una bella ragazza che presto portebbe diventare la compagna di vita oppure il rapporto profondo con un amico? Questo è l’interrogativo che spiega nel migliore dei modi il film.
“I Love You, Man”, diretto da John Hamburg racconta la storia di Peter che ha deciso di compiere il grande passo e chiedere alla sua ragazza, Zooey, di sposarlo. Subito dopo ha dato inizio ai preparativi per il matrimonio; purtroppo subito dopo si è reso conto che tra i suoi amici non vi era quello davvero speciale al quale poter chiedere di fargli da testimone.
Pensa così di provare ad uscire con dei ragazzi per vedere se trova delle affinità con qualcuno di loro: conosce così Sydney, un ragazzo che lo colpisce subito anche per le sue stravaganze. Purtroppo però questa nuova amicizia, finisce per rovinare il suo rapporto con Zooey, così Peter dovrà fare una scelta: la sua ragazza o il suo nuovo amico?
Film semplice ma carino, giusto per svagarsi in una di queste giornate troppo accaldate di agosto.

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S. Darko

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Il giovane ed esordiente regista Richard Kelly fece la mossa giusta quando diede vita al film “Donnie Darko”. Il tutto era completo e caratterizzato dalle giuste (ed immancabili) paranoie che ci accompagnano nel periodo di adolescenza, la giusta colonna sonora per merito di Michael Andrews e un cast perfetto che vedeva riuniti Drew Barrymore, Patrick Swayze, i fratelli Gyllenaahl, Noah Wyle! Dopo tale successo perchè non provare con un sequel?
Arriva così “S. Darko” (lascio a voi la scelta per decifrare la “s” che potrebbe benissimo essere Samantha, sequel o sorella!), il film che narra il seguito incentrato sulla ormai cresciuta sorellina minore di Donnie, Samantha appunto, interpretata ancora da Daveigh Chase e accompagnata dall’amica Briana Evigan vaga per l’America alle prese con bizzarre visioni che preannunciano la fine del mondo.
Questa volta però il regista è Chris Fisher dopo l’espresso desiderio per Richard Kelly di non essere troppo coinvolto nel progetto; la sceneggiatura nasce per mano di Nathan Atkins, che rende purtroppo alcuni momenti fin troppo irratanti e spesso si avverte la sensazione che i personaggi, i nostri personaggi stiano vagando senza meta. Vi è una netta differenza tra il precedente film e quest’ultimo: il primo vive il periodo dell’adolescenza come una lotta pronta a portare sino all morte. In questo invece è tutto solo osservato; ci si perde, ma senza mai afferrare il periodo narrato, con il rischio di perdersi. Che cosa accadrà a Samantha?

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Immagina che…

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Essere padre e uomo in carriera non è facile, soprattutto per uno spitato finanziere che rischia di perdere gli anni più belli e spensierati nella vita della propria figlia perchè non trova mai il tempo di stare con lei. Eddie Murphy si cala nella parte di padre nel tentativo di non trascurare la figlia che intanto vie in un mondo tutto suo, preno di principesse in gamba.
Il serio padre finanziere dovrà entrare in questo fantastico universo magico, e in un certo senso tornare bambino per poter conquistare la bambina.

“Immagina che” ci fornisce una prospettiva insolita sulla realtà finanziaria odierna. Manca forse un pò di originalità per poter differenziare il film dalle altre (e numerose) pellicole di genere; nonostante ciò il film procede, è accattivante grazie alla naturale simpatia di Eddie Murphy. Sul rapporto padre-figlio è stato detto di tutto, ma che cosa accade nel rapporto tra padre e figlia? Per la prima volta è possibile scoprirlo davvero e divertirsi nel tentativo di imparare qualcosa in più.

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Flash of Genius

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Nel 1967 ci troviamo davanti a Robert Kearns, un professore universitario che ama inventare cose utili. Durante il suo tempo libero riuscì così a progettare un marchingegno che poteva cambiare le abitudini di milioni di automobilisti, il tergicristallo. Da qui nasce una causa-battaglia legale per ottenere il rispetto di un diritto morale ancor prima che un risarcimento economico verso il colosso dell’industria automobilistica che si appropriò della sua idea.

Una causa che viene raccontata nel primo lungometraggio diretto da Mark Abraham, produttore di “L’alba dei morti viventi” di Zack Snyder. Il ruolo del protagonista viene affidato al bravissimo Greg Kinnear, unico nome noto all’interno del cast che assume poca importanza per un prodotto costuito e basato sulla sceneggiatura, piuttosto che sulla regia (priva di particolari).
Dopo due ore di film si potrà notare la presa di potere da parte degli attori stessi che, nonostante siano penalizzati da un ritmo narrativo lento, non perdono credibilità e lucidità. I numerosi passaggi rischiano di confondere lo spettatore che viene proiettato avanti e indietro nel tempo, accompagnato da didascalie. L’argomento trattato è importante ed interessate, forse non viene realizzato nel migliore dei modi.

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