Archive for Giugno, 2009

Transformers: La vendetta del caduto

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In “Transformers” (2007) di Michael Bay ci siamo trovati davanti ad una moderna versione di monster macchine giapponesi che assomigliavano a Godzilla con un’agilità ancora più sviluppata. Questa sensazione si avverte anche in questo nuovo sequel, che inizia con una lunga sequenza di combattimento ambientata sulle strade di Shangai, prima ancora che i protagonisti interpretati da Shia LaBeouf, affiancato dalla discussa Megan Fox , entrino in scena.
Come avviene con film di questo calibro, il primo capitolo serve per porre le basi e presentare la struttura di un probabile prologo, ctturando così le emozioni dello spettatore; il secondo capitolo deve portare ai massimi livelli la spettacolarità introdotta dal precedente, facendo solitamente da unione verso un ipotetico terzo episodio.

Il cast è ben formato con i già noti John Turturro, Tyrese Gibson e Josh Duhamel e i nuovi Ramon Rodriguez e John Benjamin Hickey.
Il regista Bay ha capito come muoversi, non dimentica le giuste dosi d’ironia ed introduce anche momenti che sfiorano l’horror, aggiungendo l’azione per un risultato finale che di certo non è inferiore rispetto al precedente film, del resto gli effetti speciali possono servire per un finale azzeccato.

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Una notte da leoni

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Ci troviamo davanti a 4 amici che si recano a Las Vegas per festeggiare l’addio al celibato di uno di loro; il giorno seguente, dopo aver trascorso una peccaminosa nottata, si svegliano ed accusano i postumi di una sbornia pesante. Non ricordano nulla di quanto accaduto, si ritrovano in una camera da letto distrutta, hanno una tigre in bagno, un neonato abbandonato nell’armadio e, ancora peggio, colui che avrebbe dovuto sposarsi proprio in quel giorno è scomparso. Inizia una caccia all’uomo per cercare di sistemare la situazione precaria.

“Una notte da leoni” è un prodotto di Todd Phillips, già regista di “Starsky & Hutch” e “Road Trip”. In qualche modo l’idea base del film è già stata vista nel film “Fatti strafatti e strafighe”, dove due giovani non ricordavano nulla della notte precedente, ma in questo caso il risultato appare più maturo e anche più divertente.
Il titolo originale di questo film la dice lunga, “The Hangover” che letteralmente significa postumi! Un titolo del genere sarebbe forse stato più incisivo anche sul pubblico. Nonostante tutto ciò, il film è divertente e le risate sono assicurate. C’è da dire che sulla recitazione, forse, si poteva pretendere qualcosa di più: dove nessuno dei protagonisti spicca sull’altro, e proprio per questo rischiano di essere facilmente dimenticati.
Tanto di capello per chi ha creato la sceneggiatura che considero il vero punto forte della pellicola. Si comincia con la famosa tigre nel bagno, si prosegue con una specie di parodia di “Tre uomini e un bebè”, che viene anche citato da uno dei protagonisti, si incontra una spogliarellista che ha il fisico mozzafiato di Heather Graham, e poi si finisce a fare i conti con una banda di cinesi malavitosi e con i cazzotti di Mike Tyson. Attenti nel finale: non perdete i titoli di coda, forse i più divertenti mai visti al cinema.

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Coraline e la Porta Magica

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La protagonista è la 11enne Coraline pronta a tasferirsi in una casa nuova con i suoi genitori; al momento del trasferimento le cose sembrano divenire tutte più brutte di prima. Dopo essersi messa a contare tutte le porte della casa, la bambina scopre una porta murata e ovviamente, spinta dalla curiosità, cerca di aprirla trovandovi all’interno un mondo magico, quasi parallelo dove ritrova ciò che possiede, ma lo rivive sotto un ottica più misteriosa. Una volta capito che quel mondo non fa per lei, la piccola proverà a tornare indietro e chiudere la porta, per sempre.

La regia è di Henry Sellick per l’adattamento cinematografico di un romanzo breve scritto dal Neil Gaiman e illustrato da Dave McKean. Il doppiaggio è stato affidato alla piccola Dakota Fanning, ma una nota di merito va riconosciuta alla “”Desperate Housewife”, Teri Hatcher, nel ruolo di madre e strega.
La tecnica usata per creare questo cartone animato è quella dello stop-motion, ottenuta mettendo in sequenza uno scatto alla volta. Con questo film viene riportato alla vita il celebrebe “Nightmare before Christmas”, realizzato non a caso dallo stesso regista.
Il risultato finale è ottimo e lo stesso discorso vale per l’impatto stesso del film; lo spettatore è catturato anche se la sceneggiatura non è di certo originale, ma il tocco magico in stile gotico/Tim Burton, non può di certo sbagliare.

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La ragazza del mio migliore amico

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Dustin (Jason Biggs) ha trovato la donna dei suoi sogni: è la bella, intelligente e ostinata Alexis (Kate Hudson). Nel giro di poche settimane Dustin diventa ossessivo e questo, per la ragazza è un segno determinante per dire la parola fine. La reazione del ragazzo è terribilmente negativa e cerca in ogni modo di riconquistarla, chiedendo anche aiuto al suo caro amico Tank (Dane Cook), lo specialista che viene spesso ingaggiato da ragazzi appena scaricati al fine di riconquistare le proprie ex. Quando Tank mette in atto la sua strategia con Alexis, la sua vita prende una svolta decisiva. Alexis infatti è la prima donna che capisce il suo gioco, e Tank presto si trova diviso tra l’amicizia con Dustin e questa nuova e strana attrazione per la ragazza del suo migliore amico!

Quando ha la possibilità di recitare un luogo nelle commedie, la bionda Kate Hudson tira fuori il meglio di sè e aiuta a rendere il film gradevole e scacciapensieri.
La particolarità del film, divertente sì ma anche ben articolato e forse troppo esplicitamente volgare e maschilista. Il protagonista della storia però è il personaggio cattivo, quello con il grande sex appeal e la voglia di andare fuori dai canoni.
Nonostante tutto La ragazza del mio migliore amico rischia di lasciare l’amaro in bocca e di non accontentare nessuno: non è un sequel improvvisato di American Pie, non è un film impegnato che tocca i cuori, e forse il rischio è proprio quello, ovvero di essere dimenticato a breve.
Ottima come sempre la Hudson, ma forse io sono di parte.

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