Archive for Maggio, 2009

Vincere

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Dopo aver visionato il documentario “Il segreto di Mussolini”, il regista di Vincere, Marco Bellocchio, è venuto a conoscenza di Ida Dalser, la compagna rinnegata da Benito Mussolini. E’ la rappresentazione di uno scandalo ignoto relativo a una delle figure più potenti della storia del nostro Paese; ora sul grande schermo (interpretata dalla bravissima Giovanna Mezzogiorno) arriva la donna che arrivò a vendere tutti i propri averi per finanziare “Il Popolo d’Italia”, giornale poi divenuto il nucleo del Partito Fascista.
Si conobbero a Milano, quando lui era un agitatore socialista impegnato a guidare le folle verso l’emancipazione sociale; lei non poteva fare a meno che sostenerlo e fare di lui il suo vero eroe. Ida è una donna forte, piena di speranza, incapace di scendere a compromessi, è combattiva, insomma la degna compagna del suo amato Duce (nel film uomo bruno e baffuto interpretato dal Filippo Timi). Poi scoppia la guerra, Mussolini si arruola e scompare; quando i due si incontreranno nuovamente, Ida conoscerà Rachele, donna che il Duce aveva appena sposato con rito civile; poco conta se Ida tenta di far valere la sua parola ricordando di essere lei la vera moglie e di avergli inoltre dato un figlio. Tragica la fine per questa donna che passerà i successivi 11 anni di vita in un manicomio dove, tra torture e costrizioni, non potrà mai più uscire e rivedere il figlio (che intanto finisce in istituto, nel tentativo di nascondere la sua esistenza).

Indiscutibilmente il film è accattivante, grande merito va anche riconosciuto alla scenografia e ai costumi che si allontanano dal classico look visto e rivisto in tv. Per la prima volta possiamo posare l’occhio su particolari drammatici e nascosti.

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Antichrist

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La prerogativa è una: il film si basa sulla teoria secondo la quale il mondo sarebbe stato creato da Satana e non da Dio! Entrando nella trama, troviamo una coppia in cerca di pace dopo aver dovuto fronteggiare la morte del figlio caduto da una finestra; lui è psicoterapeuta ed ha reagito con più forza alla tragedia subita. Le esperienze di cui saranno testimoni, però, sono quanto di più terrificante ed inumano si possa mai immaginare.

Il gioco creato da Lars von Trier riesce a durare fino ad un certo punto, forse perchè il gioco stesso finisce per essere sopravvalutato. Antichrist risulta essere avvolto nel nulla e la maggior colpa va allo stesso von Trier; il film era stato presentato al Festival di Cannes come l’evento scandaloso, ma dopo averlo visto, di scandaloso ha ben poco. Proprio a Cannes è stato accolto con fischi e sonore risate; E’ un horror un pò spaventoso, come è giusto che sia, e il tentativo del pubblico è quello di sbeffeggiarlo e ridere per non cadere nella trappola della paura.
Sono ottimi gli usi stilistici, ottimi gli attori, Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg, ma poco altro può essere davvero salvato.
Lars von Trier non riuscirà mai a raggiungere il nostro Dario Argento; il film lascia allo spettatore solo qualche incubo notturno, ma nient’atro di significativo.

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Una notte al museo 2: la fuga

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Nel lontano 2006 (sotto la direzione di Shawn Levy), avevamo fatto conoscenza con l’imbranato Larry Daley (Ben Stiller), il guardiano notturno del Museo di storia Naturale che si trovava ad avere a che fare con le incredibilmente vive creature del posto.
Quelle stesse creature, in questo numero due finiscono imballate e riposte in casse; il problema è che il sovrano egizio Kahmunrah(Hank Azaria) si risveglia dopo tremila anni di sonno e prova ad assumere prima il controllo del museo, poi quello dell’intero globo terrestre. Nuovi nemici che Daley affronta al fianco di Jedediah e Ottavio (Owen Wilson e Steve Coogan).

La pellicola precedente ha avuto un ottimo successo, ponendo attenzione sul cinismo degli adulti posti in contrasto alla fantasia, questa rappresenta il giusto e classico sequel. Intrattenimento farcito ovviamente con molta ironia (versione italiana che si appoggia a citare Silvio Berlusconi).
Da non perdere per chi ama il genere.

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Polvere

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Il tentativo del giovane e introverso Domini (Primo Reggiani) è quello di realizzare un film/documentario sul mondo che ruota attorno alla cocaina facendo uso di telecamere nascoste. Per riuscirvi chiede aiuto al grande amico Giona (Michele Alhaique), abituato a vivere tra vizi e frequentazioni losche e impegnato a portare avanti una storia clandestina con Giulia (Victoria Larchenko), sorella minore del neo-regista, che ovviamente non è al corrente della cosa.

Il film è ispirato a una storia realmente accaduta, sostenuto dalla voce narrante, e cerca di mescolare finzione e verità; Danilo Proietti e Massimo D’Epiro tentano un evoluzione cinematografica di un loro documentario scandalistico concepito per il piccolo schermo. Il cast è innovativo e tocca ogni genere, dalla ex signora Cecci Gori Rita Rusic, alla vincitrice di Sanremo 2008 Lola Ponce e una convincente coppia di violenti figli d’arte Gianmarco Tognazzi e Francesco Venditti. Facile notare citazioni verso Martin Scorsese e Quentin Tarantino, con “Toro scatenato” e “Pulp fiction”.
Il film appare in diverse occasioni talmente veloce da non permetterci di annoiarci, anzi, il tutto è ben colmato con crudi momenti e rivelazioni shock.

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