Archive for Febbraio, 2008

Agli Oscar trionfano i fratelli Coen

Il sipario è oramai calato sull’80a edizione degli Academy Awards. Quella di stanotte, una notte degli Oscar un po’ sottotono, è stata segnata da alcune vittorie attese, prima fra tutte il trionfo dei fratelli Joel ed Ethan Coen che hanno portato a casa le due statuette più ambite, quella per la migliore regia e per il migliore film, ottenute con «No country for old men» («Non è un paese per vecchi»), ma anche da alcune sorprese, tra cui la vittoria di Marion Cotillard come migliore attrice per “La vie en Rose“.Sul palco del Kodak Theatre di Los Angeles c’è stato spazio anche per l’Italia, egregiamente rappresentata da Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo e Dario Marianelli.

Sweeney Todd

Sweeney ToddDopo essere tornato da un ingiusto esilio, la sete di sangue di Sweeney Todd diventa incolmabile e il suo proposito di vendetta esplode ben presto in un delirio omicida verso l’intero genere umano trasformando quello che era Benjamin Barker, un marito e padre innamorato, in quello che l’ingiustizia dell’ottusa borghesia inglese hanno creato: Sweeney Todd, un barbiere-killer spietato.

Già vincitore di due Golden Globe: miglior film musicale e miglior attore protagonista, vinto da Johnny Depp. Candidato a tre premi Oscar, tra cui la nomination a Dante Ferretti per la scenografia, Sweeney Todd riuscirà a conquistare il grande pubblico come era successo per gli ultimi due lavori del regista, La Fabbrica di Cioccolato e La Sposa Cadavere? Una cosa è certa: Tim Burton è stato capace di creare in pochi anni e grazie a capolavori autentici come Batman, Edward Mani di Forbice, The Nightmare before Christmas, Il Mistero di Sleepy Hollow, Big Fish, un modello inconfondibile che fonde intelligenza visiva e riconoscibilità con coerenza tematica e audacia.

Woody Allen - Sogni e Delitti

Continua l’avventura londinese di Woody Allen che dopo Match Point e Scoop filma Cassandra’s dream, tradotto con la solita leggerezza italiana in Sogni e delitti, storia di due fratelli (Colin Farrell e Ewan McGregor) che in cambio di favori molto onerosi da parte dello zio, devono misurarsi con un omicidio e tutto quello che ne consegue.
McGregor e Farrell, alla loro prima esperienza con Woody Allen, si mettono efficacemente al servizio della mediocrità e del vuoto esistenziale incarnati dai personaggi, a loro agio nei grigi sobborghi di una città lontana mille miglia dall’upper class cara ad Allen. Ma la buona prova del cast, così come le musiche di Philip Glass e l’eccellente fotografia di Vilmos Zsigmond, non bastano a riscattare il film da una manierata patina di già visto.