Espiazione
“Espiazione” dal libro di culto di Ian McEwan. Da una parte il confronto con un testo letterario forte, dall’altra un giovane regista - Joe Wright, che all’esordio non aveva fatto faville.
Amore e peccato, costrizioni borghesi e clausura vittoriana, con lacrima finale per una storia che inizia nel 1935 quando la bionda adolescente Briony Tallis mostra la perfidia tipica dell’et : che la porta a immaginare una violenza tra Robbie e la sorella Cecilia, violenza che si consuma davvero ai danni di una ragazzina ma che finisce per coinvolgere la coppia innamorata in un perverso gioco di colpe incrociate, dove scatta anche la molla politica e razzista: l’uomo è figlio di una serva, viene arrestato e scappa arruolandosi nell’esercito. Per Briony nulla sar come prima, vivr il resto della vita nell’espiazione del peccato commesso offrendosi come infermiera al fronte mentre Cecilia continuer a scrivere lettere d’amore all’amato Robbie. Si chiude con un colpo di teatro: ormai anziana Briony presenta il suo ultimo libro, intitolato appunto “Espiazione”. Col quale attraverso la letteratura si libera di un pesante fardello che custodiva in un anfratto della sua coscienza e regala agli amanti sfortunati quella felicit che non hanno potuto godere nella realt . Cinema solido quello di Wright che si appoggia alla bravura di Keira Knightley nel ruolo di Cecilia e ad una sceneggiatura corposa di Christopher Hampton, ma resta la sensazione che il suo film non abbia quei sottofondi di ambiguit e cattiveria che animavano le opere dei suoi più illustri colleghi inglesi, Losey in testa.
Presto sugli schermi, il 21 settembre, “Espiazione” sapr comunque conquistare il palato delle platee popolari.


